Herzog & De Meuron transforming Tate Modern

Transforming Tate Modern è la sezione del sito della Tate che racconta di una metamorfosi esplosiva che aumenterà i metri quadrati del percorso espositivo a partire dal 2012. Lo spazio non era sufficiente a contenere i circa 5 milioni di visitatori che ogni anno intasano la turbina della Hall del museo britannico. Saranno solo numeri ma sentiti dall’Italia continuano a fare un certo effetto.

La Tate si allarga anche per altri motivi: gli artisti sperimentano nuove tecnologie e forme espressive spingendo gli spazi tradizionalmente pensati ai loro limiti. Certo non si può dire che le architetture immaginate da Jacques Herzog e Pierre de Meuron abbiano un appeal tradizionale. Giardini verticali, piramidi di vetro, piazze create da sezioni di edifici  preesistenti…  Allucinazioni? Affatto,  sono solo alcune tra le visioni progettate dallo studio degli architetti svizzeri (come il caro Mario Botta a cui dobbiamo il Mart) per contenere le opere d’arte contemporanea di grandi artisti internazionali.

Progetti ambiziosi che hanno trovato realizzazione, come il Caixa Forum di Madrid o l’estensione al  Walker Art Center in Minneapolis,  e che ci portano nuovamente a riflettere sui super contenitori creati per l’arte contemporanea, una nuova tendenza che sembra non seguire la legge domanda/offerta. E la Tate, insieme a pochi altri, siede sul trono dell’eccezione.

In attesa di scoprire la nuova ala della Tate e il suo contenuto, dopo MAXXI e nuovo MACRO il 6 dicembre in terra d’Italia assistiamo all’apertura di un altro super contenitore, inaugura  il Museo del Novecento a Milano… Olè! Devo ammettere che la curiosità mi divora la fantasia.

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